Roberto Sammartini è un rinomato fotografo di cibo e still life con sede a Varese, Italia. Unendo esperienza culinaria e precisione fotografica, il suo studio è un mix unico tra una cucina e un laboratorio creativo polifunzionale, progettato per creare il tipo di immagini iconiche che definiscono le principali campagne di packaging. Conosciuto per la sua attenzione maniacale ai dettagli e per la sua capacità di trasformare gli ingredienti di tutti i giorni in dichiarazioni visive di grande impatto, Roberto è un maestro nel plasmare la luce per costruire emozioni, composizione e narrazione intorno al cibo.

Qual è il tuo campo principale nella fotografia?

Il mio lavoro ruota attorno alla fotografia di cibo e still life, in particolare per il packaging e la pubblicità. In questo settore, l'immagine non è solo un'illustrazione: diventa un'icona. Che si tratti di un frutto sull'etichetta di uno yogurt o di un piatto in un libro di cucina, quell'immagine deve trasmettere emozione, precisione e stimolare il desiderio. Non si tratta di mostrare cibo, ma di elevarlo a qualcosa di simbolico.

Quale attrezzatura utilizzi?

Nel corso degli anni, ho sviluppato uno studio altamente personalizzato. È attrezzato non solo con fotocamere e modificatori, ma anche con una cucina completamente funzionale e strumenti per interagire direttamente con il cibo. Ho iniziato con i flash, ma ora unisco flash e luce continua, utilizzando ciò che meglio serve all'obiettivo creativo e compositivo. Questa combinazione ha rappresentato una svolta nel mio processo.

Quali prodotti Maxima hai utilizzato?

Il Maxima Furiosa è diventato rapidamente la mia luce di riferimento. Offre tutto ciò di cui ho bisogno: potenza, controllo e, soprattutto, una qualità della luce che sembra fatta per professionisti come me. Non è solo un apparecchio d'illuminazione: è uno strumento progettato da persone che comprendono le reali esigenze dei creatori di immagini.

Puoi raccontarci qualcosa di più sulla tua strategia di illuminazione preferita?

L'illuminazione nella fotografia di cibo è decisiva. Determina se un ingrediente appare fresco o piatto, appetibile o scialbo. Con Maxima posso scolpire la luce con precisione. Una tecnica chiave utilizzata nella fotografia di food è l'illuminazione "da dietro", per separare il soggetto dallo sfondo: la luce proveniente dal retro può quindi essere fatta rimbalzare per illuminare la parte anteriore del soggetto senza renderlo piatto. Si può poi aggiungere l'illuminazione laterale per creare un effetto di luce radente che esalta le texture... e invita a mangiare la foto! Ma la fotografia di cibo è anche curare l'allestimento e gli ingredienti: quando ho lavorato alla campagna Müller, ad esempio, avevo un'intera cucina piena di fragole, ma solo una era abbastanza buona da essere "quella" fragola. "Quella" fragola è più di un ingrediente, diventa un'icona e come tale va trattata!

Quali sono le caratteristiche di Maxima che ti sono piaciute di più?

Il Furiosa mi ha colpito fin dall'inizio. La qualità costruttiva, la potenza, la lente: tutto sembra progettato pensando ai fotografi seri. Si nota una filosofia incentrata sull'utente dietro Maxima. È affidabile, intuitivo e eleva la qualità del mio lavoro. Quando mi trovo nel belwig di un set ad alta pressione, ho bisogno di una luce che non si limiti a funzionare, ma che mi permetta di dare il massimo, rapidamente.