Quando uno strumento di illuminazione è davvero affidabile, smette di sembrare un semplice “attrezzo” e diventa una scorciatoia creativa. È questo lo spirito che sta alla base dei nostri serie “Masters of Light” : veri registi, vere difficoltà, risultati concreti.

Di recente, il direttore della fotografia Michael Tebinka ha portato a termine un progetto di cortometraggio ad Atene, in Grecia, limitandosi intenzionalmente a un allestimento essenziale e a un'unica fonte di luce: Maxima Rapida. I risultati sono stati così convincenti che Michael ha pubblicato un articolo dettagliato sulla sua rivista, descrivendo le configurazioni, il ragionamento alla base del progetto e ciò che lo ha sorpreso lungo il percorso.

Foto di: Fredrik Törnqvist

Vi presentiamo il direttore della fotografia Michael Tebinka

Michael Tebinka è un direttore della fotografia di origini polacche che vive in Svezia, con un percorso creativo a cavallo tra il fotogiornalismo e la videoarte. Con oltre un decennio di esperienza alle spalle, lavora in ambiti che spaziano dagli spot pubblicitari ai film narrativi, dai documentari ai video musicali e ai progetti d’autore, apportando una sensibilità che coniuga la precisione tecnica con un forte punto di vista emotivo. Il suo approccio si fonda sulla presenza e sulla partecipazione sul set, trattando i movimenti di macchina e la disposizione degli attori quasi come una coreografia, con l’obiettivo di immergere lo spettatore nel momento stesso, anziché farglielo osservare da lontano.

Dopo aver studiato all’estero, Tebinka ha conseguito una laurea (con lode) in Videoarte presso il Lasalle College of the Arts di Singapore e un master in Media stereoscopici 3D presso la Ravensbourne University di Londra.

Il suo portfolio commerciale e istituzionale comprende progetti per organizzazioni quali National Geographic, Sandvik, Billerud, ALMI, l’Università di Uppsala, Sveriges Kommuner och Regioner, il Gävle Konstcentrum, Singapore Telecommunications, i Singapore Mass Rapid Transport System Awards e gli ASEAN Para Games. Oltre al lavoro per i clienti, la sua opera come direttore della fotografia è stata riconosciuta a livello internazionale con numerosi premi. Nel 2021 ha ricevuto il premio per la Migliore Fotografia Internazionale per *Tomorrow Island* al Kinofilm Manchester International Short Film Festival nel Regno Unito. Lo stesso film ha ottenuto l’Argento per la Migliore Fotografia al Queenpalm International Film Festival negli Stati Uniti nel 2019. Nel 2020, il suo progetto *Blackout* ha vinto l’ARRI Unspoken Nordic Challenge in Svezia.

La sfida di Atene: un progetto su piccola scala, una produzione reale

Per Atene, Michael ha realizzato una produzione di tre giorni con un numero elevato di scene, che alternavano interni ed esterni, basata su un piccolo kit da viaggio. Ha preparato una configurazione fotografica compatta e ha trovato spazio per una singola luce, un diffusore, dei filtri e alcuni elementi essenziali all’interno di una valigia Peli Air 1535.La sua scelta: Rapida, una sorgente puntiforme bicolore da 200 W progettata per allestimenti rapidi e minimalisti. 

Cosa copriva effettivamente quella “unica luce” sul set

L’articolo di Michael ci ricorda chiaramente che “semplice” non significa “limitato”. Durante l’intera sessione fotografica, ha utilizzato la Rapida in diversi ruoli:

  • Retroilluminazione + illuminazione d'ambiente in un interno buio, aggiungendo luce di separazione e di riempimento (circa 3200K). 

  • Utilizzo dei gel per creare profondità e separazione, combinando gel Rosco (tra cui Storaro Indigo e Storaro Red) per creare l'atmosfera del corridoio. 

  • Una luce diurna intensa che filtra attraverso i veli, utilizzando l' ottica spot da 20° per prolungare la continuità della luce diurna e mantenere un aspetto coerente anche dopo il tramonto. 

  • Terrazza notturna sotto la pioggia, posizionando Rapida come un lampione acceso per far risaltare le gocce di pioggia e aggiungere controluce e riflessi dalle superfici bagnate. 

Quest’ultimo aspetto è importante, perché non si tratta di un test di laboratorio. È proprio quel tipo di scenario “reale” in cui la velocità, la robustezza e la prevedibilità si rivelano… oppure no. 

Il punto chiave: la semplicità come vantaggio creativo

Un aspetto che ci è piaciuto molto è che Michael non presenta questa recensione come un articolo dettato dall’entusiasmo del momento. È chiaro che è difficile impressionarlo e che, per lui, la “fiducia” si guadagna con l’affidabilità dimostrata giorno dopo giorno sul set. La sua conclusione è essenzialmente una filosofia: comandi essenziali, maneggevolezza, luce di alta qualitàe un design che ti invoglia a portare con te la lampada fin dall’inizio. 

Condivide inoltre una piccola critica emersa dall’uso pratico: a livelli di uscita molto bassi, la regolazione tramite manopola può risultare meno precisa e, in quella fascia estrema, la curva di regolazione della luminosità non gli è sembrata perfettamente fluida. Questo tipo di osservazione è preziosa, perché proviene da un contesto di produzione reale, non da una scheda tecnica.

Con le sue stesse parole: l’esperienza con Maxima

Ad Atene, Rapida non è stata trattata come una semplice luce da studio. È stata considerata un vero e proprio strumento di produzione: compatta, veloce da spostare, utilizzata sia in interni che in esterni, modellata con ottiche, filtrata con gel e considerata affidabile anche quando il tempo è cambiato. È proprio in questi casi che un apparecchio si guadagna il proprio posto. Non nelle specifiche tecniche, ma nella tranquilla certezza che funzionerà nel momento in cui ne avrai bisogno. La mia esperienza con Maxima mi ricorda che la semplicità, quando si basa sulla qualità e sull’affidabilità, non limita le opzioni creative. Anzi, le amplia.